RIVISTA TRIMESTRALE "I MARTEDÌ" - APRILE 2025
PUBBLICATE 30 OPERE ALL'INTERNO
DELLA RIVISTA PIÙ DUE PAGINE
CON IL MANIFSTO UFFICIALE
DEL MOVIMENTO "ARTE COMPATTA"
CAM n.60 / Novembre 2024 (catalogo annuale)
CAM n.60 2024/2025 (CATALOGO ANNUALE)
CAM n.60 2024/2025 (CATALOGO ANNUALE)
Tinamaria Marongiu espone
“Box-Es ARTE COMPATTA
13/30 Ottobre 2024
Palazzo Valentini - Roma
con il Patrocinio della Città Metropolitana di Roma Capitale
TESTO CRITICO - Ottobre 2024
“Il fantastico non esiste, il fantastico è il reale” così André Breton, il poeta capofila e teorico del Surrealismo, si espresse in uno dei suoi scritti: tale lapidaria enunciazione può essere applicata a Tinamaria Marongiu scultrice sarda che del materiale di scarto ha fatto la propria cifra più intima di artista. La sua si potrebbe definire come la risposta di cosa significhi vivere nell’età dell’Antropocene, ovvero la nostra attuale era geologica in cui il soggetto umano con la sua ratio operandi attua in continuazione delle modifiche strutturali e climatiche in modo talmente pervasivo da incidere, negativamente, sui processi naturali della geologia.
Antropocene, da antropos, essere umano, e kainos, recente, dunque l’uomo contemporaneo nel suo rapporto con la natura. Al riguardo, il filosofo tedesco Ernst Bloch paragonò l’umanità come una sorta di esercito occupante un territorio, il creato, a lui totalmente straniero, dunque nemico: di questo rapporto conflittuale la Marongiu si pone come una sorta di attento sismografo che utilizza una cassetta degli attrezzi, tutta particolare, in grado di manipolare “ciò-che-trova” nel suo continuo peregrinare in cerca di materie organiche e inorganiche gettate da quell’esercito durante il suo stato d’assedio nei confronti della natura.
Arte compatta è la locuzione che la scultrice sarda utilizza in merito alla sua prospettiva artistica: gli oggetti la chiamano, spesso la catturano scoprendo in lei l’“accumulatrice seriale” dall’orecchio teso il cui scopo è quello di unire, amalgamare, colorare cinque “U”: Unicità, Universalità, Unione, Umanità, Uguaglianza, laddove la sua mano magicamente è guidata dall’universo mondo racchiuso in quel materiale di scarto, stoffe, pillole, spago, fiale, fili di ferro, piume, pezzetto di carta, pietre e altro ancora che, ai suoi occhi, apre un più vasto spazio in cui immergersi e, al contempo, fare immergere coloro che osservano il risultato ottenuto, vale a dire la scultura.
Dinanzi al “ciò-che-ha-trovato” Tinamaria Marongiu interviene con istinto e ragione che fanno un tutt’uno atto a “compattare”, a far “convivere” in modo armonioso il materiale trovato con le materie plasmate al momento, miste, a loro volta, a colori e resine creando, ri-proponendo, come lei stessa ha avuto occasione di affermare, immagini di natura e/o frammenti di accadimenti del nostro vivere sociale. La meraviglia infantile, e proprio per questo ancor più preziosa, che guida l’assidua ri-scoperta del mondo da parte della scultrice cagliaritana è tesa a recuperare “la pietra scartata” dai costruttori dell’effimero vista come la porta di ingresso principale per accedere ad un altrove dove dominano lo stile anziché la volgarità, la semplicità piuttosto che l’artificiale.
È ancora la Marongiu ad affermare che l’Arte Compatta si scosta da queste modalità d’essere dominanti proponendo, al contrario, un viaggio verso nuovi universi fatti da un ”Insieme Compatto” rispettando, anche del più piccolo frammento, la sua importanza ed unicità. Unità ed Unicità, caratteristiche considerate intrinseche perché ogni ente, ad iniziare dall’essere umano è unito e unico. Per giungere a questa concezione artistica Tinamaria Marongiu ha iniziato il proprio percorso basandosi su due costanti di fondo: la teca di plexiglas ribattezzata come “Box-Es” con un evidente richiamo al bambino che freudianamente agisce sulla base delle sue sole pulsioni giocando e costruendo liberi orizzonti senza alcuna progettualità e la pillola e tutto ciò che cura, simbolo al tempo stesso sia dell’agio che del disagio dell’Antropocene. Per affrontarla la Marongiu non agisce come uno scultore, o meglio propone un modo diverso di essere tale: agire e operare attraverso la ricerca delle materie, dell’assemblaggio, della manipolazione fino a creare un’opera che vibra nel suo animo come un graffio, una oscillazione che trasmette a chi la osserva chiamato egli stesso a trovare in quella materia ciò che, di fatto, la trascende. Una realtà, pertanto, che non è cristallizzata, morta, ma dinamica, viva nel suo porsi, aperta ad altre chiavi interpretative. “Il fantastico non esiste, il fantastico è il reale” del surrealista André Breton diventa in questa scultrice un modo per contrastare, respingere, destabilizzare, accerchiare quell’esercito invasore che è l’umanità-disumana persa nel labirinto della epoca da lei follemente creata, un fantastico volutamente infantile per ritrovare gli uomini e le donne, i loro desideri, le loro speranze, i loro volti.
Domenico Segna
Mostra Box-Es_Tinamaria Marongiu.pdf
RIVISTA TRIMESTRALE "I MARTEDÌ" - APRILE 2024
ISOLINA MARIOTTI intervista TINAMARIA MARONGIU
x la rivista on line "PUOI DIRLO QUI"
CAM n.59 / Novembre 2023 (catalogo annuale)
Nov.2023 - Art Critics Prof. MARIO GUDERZO
Le sue tematiche rivelano con immediatezza dei risultati visivi molto originiali e autonomi.
La varietà delle sue espressioni, affidate a materiali tra i più variegati, che si presentano con corposità e cromatismi risolti in narrazioni tridimensionali e scene e spazi che eludono ogni limite, è Leesemplare.
Nelle sue opere è presente una notevole padronanza e abilità nel manipolare i materiali. In questo modo procede recuperando e plasmando ciò che la tradizione e le civiltà hanno lasciato nella forma di interessanti strutture plastiche in cui sono associati gli elementi materici e compositivi.
L’oggetto, poi, viene rivitalizzato e ad esso viene associata una nuova dimensione, destinata a esprimersi attraverso nuovi linguaggi e destinazioni.
Tali modulazioni rivelano, così, un’espressione artistica che procede in modi informali, proponendo allusività figurative coerenti dal punto di vista stilistico e, nello stesso tempo, capaci di trasmettere messaggi originali e sostanziali.





28 MAGGIO - 11 GIUGNO 2023
TINAMARIA MARONGIU espone "ARTE COMPATTA" (by ACM VASTO)
con il Patrocinio dell'Assessorato alla Cultura e del Comune di Vasto
c/o PALAZZO D'AVALOS - Vasto (CH) Italia
01 / 31 Maggio 2022
ARTE COMPATTA / Contemporary Art Exhibition "TERRESTRIAL TALES"
con il Patrocinio del Comune di Cagliari
CAM n.58 / Novembre 2022 (catalogo annuale)
Novembre 2022 - NOTA CRITICA
Nella sua produzione emerge la ricerca costante di materiali che, assemblati, fanno scaturire nuove raffigurazioni. È proprio da questo interessante connubio di materie, ognuna con la propria tonalità naturale, che l’opera emerge, manifestando un’impronta di espressionismo determinante e dilatato.
Il processo creativo trasforma la materia stessa che diviene uno strumento di innovazione linguistica e assume la funzione di narrare una sua storia intima e molto riservata, capace di stimolare i sensi associandoli ai quattro elementi della natura: aria, acqua, terra e fuoco.
Simbologie capaci di trasfigurare o tramutare la realtà. Forme leggere, quasi preservate e capaci di esprimere una delicatezza compositiva in un’equilibrata contrapposizione
MARIO GUDERZO
13 NOVEMBRE / 04 DICEMBRE - 2022
TINAMARIA MARONGIU espone "COMPACT ART"
c/o Gagliardi Gallery, Londra - UK
01/31 Maggio 2022 - Cagliari, Sardegna
Comunicato stampa
Box-ES di Tinamaria Marongiu
Ritorna a Cagliari, Tinamaria Marongiu, l’Artista Sarda dell’ “Arte Compatta”.
Dopo aver esposto in diverse parti d’Europa e del Mondo, ritorna in Sardegna l’Artista Tinamaria Marongiu. Le sue Installazioni 3D “Box-Es”, saranno per la prima volta esposte a Cagliari, in una Mostra denominata “ Terrestrial Tales – Racconti Terrestri ”, che verrà inaugurata il 1 Maggio alle ore 19.00 negli spazi di Palazzo Doglio di via Logudoro, 1 - Cagliari
Un gradito ritorno nella sua città d’origine di un’ artista, riconosciuta ormai Internazionalmente, per la particolarità e “unicità” delle sue Opere, scatole trasparenti all’interno delle quali l’autrice “compatta” materiali tra i più disparati, organici ed inorganici, e di riciclo, mescolando materie e pensieri, frammenti della nostra Società Contemporanea.
MOMENTUM "Bruno Spinazzola"


30 GIUGNO / 04 LUGLIO "LONDON ART BIENNALE" 2021
Tinamaria Marongiu 2° premio "Gagliardi Gallery Award"
Tinamaria Marongiu è tra i 25 artisti selezionati per una mostra Collettiva di 10 giorni ed inoltre una mostra Personale presso la Gagliardy Gallery, Kong's Road, Londra, nel mese di Novembre 2022
https://www.londonbiennale.co.uk/prizes-awards/ Award
CAM n.57 - Novembre 2021 (Catalogo Annuale)
L'obiettivo di TINAMARIA MARONGIU è realizzare un'opera scultorea con materiali "portatori di storia" che possano trasformarsi in occasioni capaci di trasmettere emozioni e racconti di civiltà .......
NOTA CRITICA 2021
intensamente concentrata sulla ricerca e sulla sperimentazione in campi diversi, rivolge la sua attenzione a molti aspetti delle arti visive dedicandosi particolarmente alla scultura con l'intento di affrontare prima la materia e poi il modo di utilizzarla per approfondire situazioni progettuali che danno vita ad un'arte "compatta".
A questa particolare produzione artistica, può essere affidato un pensiero profondo che attraversa tutte le contraddizioni umane. È questo, infatti, il suo obiettivo: realizzare un'opera scultorea con materiali "portatori di storia" che possano trasformarsi in occasioni capaci di trasmettere emozioni e racconti di civiltà.
Il risultato è la produzione di forme nuove, da inserire in uno spazio universale, iconologicamente portatrici di messaggi ed in grado di dare un senso all'essere umano.
I concetti su cui si fonda questo pensiero sono fondamentalmente l'unione, l'uguaglianza, la fraternità, l'essere unica espressione, ossia essere il risultato della ricerca dell'essenza.
MARIO GUDERZO


CUDIN 12/2020
La forza di un artista è nella sua instancabile ricerca, la capacità di rendere un'opera all'apparenza statica, dinamica e farla vivere di vita propria. Sono scatole trasparenti "box" quelle che fa T. Marongiu, "arte compatta", si chiama, ma di fatto è un'esplosione di movimenti in una tridimensionalità elastica, un lavoro ragionato, dove anche ciò che può sembrare improvvisazione appartiene all'opera. Tinamaria Marongiu artista sensibile che trasforma il suo lavoro in un "box" pieno di emozioni.
ARTE COMPATTA Box-Es n.1085 legno marrone “testa di metallo” – 2013 cm.31x21x10 (Collezione G. Cudin)
CAM - Novembre 2020 (Catalogo Annuale)


NOTA CRITICA 2020
La sua produzione costituisce il risultato di una ricerca costante ed in continua evoluzione. Dimostra, altresì, la commistione di aspetti diversi dell’arte capace di catturare suoni, parole, colori, materia, pensieri e accadimenti di questo nostro mondo sociale. L’oggetto di “Arte Compatta” che trova la sua collocazione all’interno della box. L’opera viene in questo modo affidata al tempo e ad essa viene assegnato un significato museale che predilige la tridimensionalità. Una descrizione minuziosa e personale dell’Universo che la circonda con la capacità di farci percepire l’indagine condotta sulla natura pregna di significati e simbologie. Alla fine, però, la riflessione che ne scaturisce è emozionale ed invitante, che incuriosisce e spinge ad addentrarci in questo suo viaggio creativo alla ricerca dell’essenzialità dell’Es-sere, frutto di un vissuto ricco di esperienze accostate ad uno studio della realtà assai profondo.
MARIO GUDERZO
@ARTE COMPATTA: UNICITÀ - UMANITÀ - UNIVERSALITÀ - UNIONE - UGUAGLIANZA
07/11 OTTOBRE 2020
AIAM - TROFEO INTERNAZIONALE "MEDUSA AUREA - 43ma Edizione -
1° premio Categoria Scultura
18 GENNAIO / 17 FEBBRAIO - 2019
CON IL PATROCINIO DEL CONSOLATO GENERALE D'ITALIA A VALONA
PRESENTAZIONE di LUCIA CUCCIARELLI (Giornalista) - GENNAIO 2019
Italo Calvino diceva che l’immaginazione é il repertorio del potenziale.
Italo dice che l’immaginazione é uno strumento di conoscenza.
Lo dimostra la lezione sulla visibilità.
Il visitatore entra nello spazio dove Tinamaria ha disposto le sue opere con il pensiero che l’arte, a volte, riempia la distanza fra cielo e terra.
Lo sguardo incontra i Box-Es, i contenitori d’arte, così chiamati dall’artista, perche ogni spazio da loro rappresentato é chiuso in un immaginario confine che non permettere di toccare, di afferrare, ma solo di guardare.
Dentro ai Box sono scolpiti nuovi mondi, una realtà aumentata, dove le logiche che conosciamo, i codici di comunicazione che regolano l’universo di senso nel quale ci muoviamo, e dai quali siamo tutti condizionati, sono completamente cambiati.
Le opere dell’artista sono materia viva, pulsante, che afferra e attrae con un magnetismo fortissimo.
Sembrano sconosciuti meccanismi che alludono a misteriosi congegni primordiali. Sono espressioni di incontri fra frammenti di realtà, fusioni di materie terrestri che non avrebbero mai potuto avvicinarsi.
Nodi spigolosi, metalli taglienti, punte acuminate, sfondi di tempestre terrestri, resti di guerre stellari, rami consumati da fuochi ribelli, resti di civiltà del consumo e dello spreco, diventano materiali preziosi, si addolciscono in momenti segreti, in visioni impalpabili, in riflessi luminosi che appartengono a un organizzazione di senso aliena.
Un diverso, misterioso percorso di senso, silenzioso e composto.
Tinamaria Marongiu rende visibili legami segreti fra frammenti di materie, di sostanze e di colori non più abitati dal loro significato tradizionale, lontano da una logica riconoscibile, lontano dalla normale identità.
L’artista reinventa il loro “riuso”, si fa portatrice di nuove scoperte, trasformando questi sofferti residui abbandonati nel nulla, condannati al niente, in nuovi potenti contenitori di vibranti messaggi.
L’incontro fra questi nuovi nuclei di realtà, che vivono magie di colore, luminose trasparenze, sottili giochi di luce, provoca la nostra immaginazione e scatena nuovi emozioni.
Emozioni sempre nuove perchè ogni Box riceve dall’esterno, dal luogo che visita, dalla luce che vive, una nuova interpretazione. il loro mondo non esce, non aggredisce, non si allunga: è l’osservatore che si proietta nello spazio del Box, a vivere il gioco di inattese suggestion, di impreviste dimensioni.
Ma tutto è nel limite di una geometria spaziale elegante e equilibrate, dove ogni frammento, ogni piccolo punto di colorediventa protagonist di un’algebra complessa, di un’astronomia stellare in un lento, muto, ma splendente movimento di corpiferrosi e di rugginose costellazioni, sospese in una sorprendente armonia, perchè su questi pianeti regna una serenità sovrana, un ordine perfetto.
E il fascino di queste creature cattura noi, inonsapevoli estranei visitatori, con un impeto vitale.
Piccoli elfi, minuscole fatine sono posate nell’incavo di questi territori sconosciuti, a raccontare la forza e il mistero dell’arte in cui vivono la forza segreta.

22 Novembre - 2018 / 07 Gennaio - 2019
Box-Es COMPACT ART
con il Patrocinio del Comune e dell'Assessorato alla Cultura di Tirana
c/o IICAS TiranArtGallery - Tirana - Albania
01/21 Ottobre - 2017 1ma BIENNALE DI SAN LEUCIO, CASERTA
Tinamaria Marongiu espone / ARTE COMPATTA Box-Es
06/18 Luglio - 2016
Con il Patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli
Tinamaria Marongiu “CAMALDOLI” – c/o PAN – Napoli

PRESENTAZIONE CRITICA DEL PROF. LUIGI PAOLO FINIZIO - Luglio 2016
Con sagace quanto imperterrita costanza Tinamaria Marongiu torna con le opere qui esposte a congiungere essere e divenire: come intende dire per i suoi Box-Es, per i suoi prensili e inscatolati sguardi sulle fattezze della vita, sulle più varie e circostanti realtà del nostro mondo organico ed inorganico. Per chi conosce già la sua opera creativa o per chi è la prima volta che la vede, la mostra profila una nuova sequenza di contenitori trasparenti in plexiglas e forex.
Ciascuno sigillante al suo interno un frammento di mondo, un sincretico combinarsi di oggetti e materie che fermano il tempo del loro apparire tra di noi, del loro durevole ed effimero stare nel divenire della vita, del loro essere al mondo.
Come lei tiene a dire: «sono rappresentazioni statiche dell’Es-sere in costante divenire».
Nel suo fare arte, il senso intimo e scoperto resta e si dichiara quello di unire le distanze, di congiungere il diverso, di accorpare quanto tende a dileguarsi.
Così, l’incongrua congerie di oggetti e di materiali, i loro plastici impasti duri fusi a vivaci colori, ora bui ora solari, ma pure aurei, compongono insiemi raccolti e solidi d’immagine. Insiemi la cui tenuta simbolica e morale, il loro significato di aspirante coralità, è un pensiero dominante che Tinamaria imprime su di essi, che ne coagula l’unità creativa, il loro gioco di fantasia.
Spesso il complesso di materie, il loro mélange di colori si accompagna a delle didascalie, a dei pensieri che rendono i Box-Es loquaci, con cui l’artista ne marca l’intento comunicativo, l’incorporarsi di un pensiero reso visivo. E c’è un ordito nei Box-Es, un disporsi e disporre i dati, i reperti compositivi che sebbene tenda all’informe, allo stato germinante della forma non rinuncia alla misura, al controllo spaziale dell’abitacolo trasparente. Al suo inattivo e microteatrale spettacolo delle cose della vita.
Di recente, Tinamaria Marongiu ha voluto ribadire per le sue opere il senso di plenario appello, di indifferente convocazione sulle cose del mondo, sulle cose della vita coniando per esse la definizione di «arte compatta». Come a volerne sottolineare il radicale principio di relazione che si racchiude in esse. Proposito di raccolta e raccoglimento che anima fisicamente, nel loro corposo farsi immagine, la simbolica costituzione dei trasparenti Box-Es. Ne dichiara la corale domanda, la metaforica impellenza di fratellanza nel sociale.
Di fatto, si sa, nel sentito bisogno di stringere l’arte alla vita, l’assunzione di oggetti, dalla natura come dalla più varia circolazione di manufatti, l’occasionale o preventivo reperimento di materiali da manipolare e allestire nell’opera stanno nelle pratiche dell’arte moderna. Dal collage ai vari assemblaggi di materie e oggetti corre, ancora oggi, un fare arte oltre la pittura che continua a sostituirla con l’intromettere in essa l’eterogeno e materiale frastuono delle cose della vita.
Questi Box-Es ne sono una ulteriore prova creativa, un gesto d’immagine con cui l’artista rivolge al mondo la sua radicale domanda di relazione, di indissolubile esistenza comune.



ARTE COMPATTA Box-Es n.1113 - 2018 - cm.32x32x18
(Collezione Finizio)
ARTE COMPATTA Box-Es n.1100 "CAMALDOLI" - 11/2014 (collezione S. Mattei)
04 / 19 Febbraio - 2016
Fondazione Bartoli Felter, Cagliari - Sardegna
"PLASTICA" Cagliari, Sardegna
03/06 DICEMBRE 2015
NINA TORRES espone TINAMARIA MARONGIU Box-Es
06 / 12 OTTOBRE - 2015
con il Patrocinio del Comune di Oristano c/o Teatro San Martino - Oristano (OR) , ItaliaTinamaria Marongiu espone "Box-Es - Photo and Sound-Poetry"
18 Aprile - 2015 HOLLYWOOD ARTWALK TINAMARIA MARONGIU espone (installazione su strada)
"My Art is where I am ... even in a corner street" c/o made from the heart with love - Hollywood - Florida - U.S.A.
28 Febbraio 2015
"NATURA (Special Event)"
c/o Nina Torres Fine Art Gallery - Miami (FL) - U.S.A.
20 DICEMBRE - 2014 / 30 MARZO - 2015
TINAMARIA MARONGIU exhibit Box-Es
c/o G&S Alternative Space - Hollywood (FL) - U.S.A
15 Marzo / 03 Aprile - 2014
"TM Box-Es"
c/o Museo Internazionale del Vetro d'Arte e delle Terme
Montegrotto Terme, Padova

2014 – scrive GIANNI CUDIN x Tinamaria
Le diverse esperienze creative vissute dall’artista non le hanno fatto perdere la fiducia nella sua ricerca; anzi, hanno contribuito alla creazione di un modo di “fare arte” del tutto originale, uno spazio mentale sostenuto da un’impalcatura di significati.
Nelle sue opere si raccolgono elementi che, a prima vista, possono sembrare marginali o provocatori, ma a un’osservazione attenta si comprende come il suo lavoro sia fondato sui moti di un sentire sentimentale, su una vitalità pienamente dedita alla ricerca pura, in una creatività che ha come spina dorsale la propria esperienza e la metamorfosi di un mondo in costante evoluzione.
Nelle sue composizioni — i suoi Box-Es — i concetti diventano realtà: un linguaggio che ha interiorizzato la sostanza più intima di un’idea estetica, capace di condurre a sottili spunti di riflessione e, talvolta, a visioni dirompenti. È la materialità della nostra vita quotidiana a essere racchiusa in scatole trasparenti.
La materia perde peso, si trasforma in colore, in luce — ovvero nell’essenza reale del pensiero dell’artista — una pura sinergia, una cristallizzazione di forme assemblate che sembrano sfuggire al pensiero razionale. In esse, tutto è indagato, ma per la Marongiu lo spazio che racchiude l’opera diventa un enigma libero all’interpretazione.


BARCELLONA, Spagna 02/24 Febbraio 2014
una delle opere Box-Es in esposizione
una delle opere Box-Es in esposizione
Tinamaria Marongiu è presente nel libro "Gli Artisti" dedicato al Museo e agli amici Artisti
a cura di Giovanni Matteo Cudin.
07 DICEMBRE - 2013 / 26 GENNAIO - 2014 "Gli Artisti" International Museum of Art Glass - Montegrotto Terme - Italia
21 SETTEMBRE / 04 OTTOBRE - 2013
Organizzazione: TIZIANA BARACCHI
Descrizione Evento: GIANCARLO DA LIO e TIZIANA BARACCHI - AMBASCIATORI
presentano
TINAMARIA MARONGIU
espone
“Box – Es Fotografie Pensieri Poesie”
- Introduzione critica di GIANCARLO DA LIO
Il contenitore non serve per abbellire ma per sottolineare la visione di un pensiero sensibile che aiuta tutti noi a riflettere su di un ambiente troppo spesso legato alla miracolosità di una scientificità che tende solo a farci dimenticare la bellezza del naturale. Quindi Box-Es come contenitori di spiritualità, di sentimenti, di osservazioni critiche. Osservazioni che esondano nella fotografia come testimonianza di un oggi che è già ieri. Il tutto è sottolineato dal colore del tempo che è unico grande metro di valutazione dell’ oggi legato troppo all’idea di effimero.
2013 – GIANFRANCO CHINELLATO scrive ...
" IL SEGNO DEL DOMINIO DI FUOCO NELL’ARTE DI TINAMARIA MARONGIU "
Tinamaria Marongiu, è un Artista particolare, la “voce dei sentimenti”, un’anima che vive e trasmette impulsi e sensazioni “uniche” nel suo genere. Il suo modo di concepire la materia artistica è fuori da tutti gli schemi dell’arte convenzionale.
Le sue opere ‘arte, le canzoni mi affascinano e mi conducono nei sentieri dell’obblio. La sua visione dell’arte è meritevole e vera, pregna di “stigmatizzazioni e impulsi” che definirei esoterici.
I suoi lavori artistici rimangono sempre presenti nella mia mente. Essi seminano particolari segnali che mi conducono a visioni spettrali, nella non convenzionalità dell’arte contemporanea, “ le opere sono uniche e vere” nel loro genere che direi “spettrale”.
La Marongiu opera in vari settori dell’arte: dalla canzone, composta in vari momenti della vita, alla pittura, alle opere plastiche, alla poesia-visiva, alle istallazioni (Box-Es), alla fotografia d’immagini, quasi ottocentesca, (particolarmente viva ed essenziale) dominata da un rigore stilistico di altissima qualità. Da notare, poi, che l’artista sarda non ama l’arte accademica, anche se nella sua cultura non mancanocerto gli studi regolari, impegnativi e complessi, in vari settori riguardanti la musica e le arti visive in genere. Osservando ancora le sue opere fotografiche, realizzate in codesti anni, mi pare di notare che esse non siano nate quasi per caso e che le immagini di personaggi fotografati siano frutto di una ricerca interiore particolarmente felice e mirata.
La tecnica di ripresa deisoggetti è formidabile e complessa, frutto di una valente partecipazione allo scatto simbolico. Nulla è casuale per Tinamaria Marongiu. Il suo mondo fotografico è quanto mai “felice” e poetico. Le sue immagini non mi fanno pensare alla solita fotografia da circolo fotografico, ma mi trasmettano sensazioni molto particolari e raffinate. I volti sono unici e la ripresa, nata non a caso, è particolarmente mirata, mi riporta il pensiero ai grandi maestri della fotografia francese e americana, in particolare.
Anche i lavori artistici “quasi artigianali” della Marongiu mi entusiasmano e mi fanno capire quanto importante sia il suo lavoro, permeato di significazioni percettive e psicologiche, vedi gli sguardi delle persone fotografate. Anche la poesia visiva è molto importante e mi ricorda alcuni lavori che realizzai anni addietro, pertanto la comprendo ancora di più.
Se osserviamo bene, poi, alla presenza dell’artista lo sguardo e i suoi occhi di donna, essi mi paiono fatati, e mi
rendo conto di trovarmi alla presenza di una personalità particolarmente sensibile. L’artista cagliaritana mi conduce in un mondo di grande passione e umanità; la sua figura di donna, vestita di nero come una principessa, domina su di una spiaggia solitaria e si riflette su di un mare aperto che fa elaborare la mia mente al sogno e al mistero.
Gianfrancesco Chinellato / Venezia-Mestre, 26.9.2013

15 / 21 AGOSTO - 2013
TINAMARIA MARONGIU espone "Box-Es Fotografie Pensieri Poesie"
con il Patrocinio del Comune di Orbetello
c/o Archeological Museum Polveriera Guzman -
Orbetello (GR) Italia
01/02 GIUGNO 2013
BIENNALE di VENEZIA / EMBASSY PAVILION
"DENTRO FUORI BIENNALE"
Evento Parallelo
TINAMARIA MARONGIU espone
- 2013 -
''ARTE COMPATTA"
Dopo anni di ricerca e sperimentazione, Tinamaria Marongiu conia il termine “Arte Compatta” nell’ambito dell’Arte Contemporanea, con l’intento di dare una classificazione specifica alle sue “Box-Es”, realizzate con materiali eterogenei e difficili, fusi con il colore.
Il lavoro di Tinamaria è composto di materia e pensiero che si fondono e diventano compatti, rappresentando frammenti di una visione personale del nostro mondo e momenti di vita sociale.
Tinamaria Marongiu… un Ideale Sociale nel suo Pensiero.
COMPATTO: armonioso, unito, unanime, gruppo compatto, compattezza — una “COMPATTEZZA” intesa come “UNIONE UNIVERSALE”, che conduce alla costruzione del nuovo, del giusto, nel rispetto dell’umanità e del nostro universo — un universo così spesso abusato, ferito, che entra in sé stesso e si autodistrugge.
Voci di persone che viaggiano attraverso la rete virtuale rimbalzante, tra immagini e frasi di malcontento e contestazione, in tutto il mondo.
Un Ideale di vita per un’“UMANITÀ COMPATTA”.
TM Box-Es
- ARTE COMPATTA -
- UNICITÀ UNIVERSALITÀ UNIONE UMANITÀ UGUAGLIANZA -


NEW YORK, USA - DECEMBER 7, 2012 – JANUARY 26, 2013
TINAMARIA MARONGIU espone Box-Es
“INCANDESCENT JUBILATIONS”
RUTHIE TUCKER
L’artista moderna Louise Nevelson affermò:“L’arte è ovunque, ma deve passare attraverso una mente creativa.”
L’artista contemporanea Tinamaria Marongiu, con le sue creazioni tridimensionali assemblate, canalizza l’artigianalità attraverso un’ephemera nostalgica, intrecciando materiali delicati dietro lastre di plexiglas per dare vita a luminosi “Box-Es”, evocando con immaginazione la curiosità del passato.
Tinamaria Marongiu definisce le sue creazioni artistiche “Box-Es”, attraverso i quali assembla con passione numerosi materiali naturali e artificiali — carta, pizzo, pietre e legno — fissati su tele racchiuse in teche di plexiglas.
Storicamente legata alle “Wunderkammer” rinascimentali (le Camere delle Meraviglie), l’artista crea veri e propri scrigni visivi della curiosità, fatti di ephemera viscerale e risplendente, analoghi ai capolavori dei pionieri del modernismo assemblativo Joseph Cornell e Louise Nevelson.
Come le vetrine didattiche di un Museo di Storia Naturale, i suoi “Box-Es” diventano palcoscenici teatrali che permettono alla curiosità infantile di dispiegarsi con fervore.
Questi topiari ecologici e culturali ricompongono il nostro mondo contemporaneo e multimediale in universi visivamente stimolanti, risvegliando un’indagine sensoriale pura che invita alla gioiosa esplorazione delle configurazioni materiche assemblate.
Attraverso la sua opera, Tinamaria Marongiu risveglia il piacere universale del gioco e della scoperta, riportando lo spettatore a uno sguardo ingenuo e meravigliato sul mondo che lo circonda.
Nei suoi “Box-Es”, l’appropriazione dei materiali diventa un mezzo poetico per reinterpretare la realtà e trasformarla in esperienza estetica e sensoriale.
Tinamaria Marongiu risveglia passioni universali riportando alla luce una curiosità ludica che ricorda quella infantile, permettendo agli spettatori di esplorare con gioia una nuova visione del mondo circostante attraverso l’appropriazione materica nelle sue opere assemblate e poliedriche, i “Box-Es”
Ruthie Tucker


19 / 25 Luglio - 2012 - 26 Luglio / 01 Agosto - 2012 - 06/ 12 Settembre - 2012
18 / 25 Giugno - 2015
"Aperitivo d'Arte" by Achille Bonito Oliva (ABO) e Umberto Scrocca x Electronic Art Café
c/o Camponeschi - Roma - Italia
ABO (Achille Bonito Oliva) con TINAMARIA MARONGIU /TM Box-Es
( sullo sfondo la foto by Tinamaria Marongiu "TRIBUTO AD ABO" / on background the photo by Tinamaria Marongiu "TRIBUTE TO ABO")
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MAGGIO 2012
PRESENTAZIONE CRITICA DEL PROF. LUIGI PAOLO FINIZIO
AD OSSERVARLE LE COMPOSIZIONI INSCATOLATE CON PARETI TRASPARENTI DI PLEXIGLASS SEMBRA CHE L’ARTISTA, TINAMARIA MARONGIU, C’INVITI A GUARDARE OLTRE LA CONSUETA ‘FINESTRA’ DELL’ARTE. COME A INDURCI AD ATTINGERE A UN MONDO DI FORME CHE NASCONO AD ARTE DALLA REALTÀ CHE CI ATTORNIA. DAL MONDO COMUNE E DISMESSO DELLE COSE, DAI RESIDUI DI MATERIE CONSUNTE, DAL LORO GRUMO DI POLVERE E INUTILITÀ, DALLE LORO SPARSE FUNZIONI TOSSICHE E CORROSIVE O, MAGARI, D’ECCITAZIONE E CURA, COME NEL CASO DEL RICORSO ALLE PILLOLE FARMACEUTICHE, ALLE LORO FORME TONDEGGIANTI DI PASTE DURE E COLORATE.
LE MATERIE MISTE A COLORI, GLI OGGETTI ASSEMBLATI E INCOLLATI AL PIANO D’IMMAGINE COSTITUISCONO L’ARMAMENTARIO, CHE, PER QUANTO PRECARIO E INDIGENTE, NON RINUNCIA ALLA DISPOSIZIONE, A NUCLEARE UN FORMA. QUESTA, PER QUANTO CELATA, SI ASSESTA, TENDE ALLA COMPOSIZIONE. COME SEMPRE, DEL RESTO, QUANDO L’ARTISTA FREQUENTA LINGUAGGI POVERI, QUANDO PRATICA L’INFORME, L’ESITO COMPOSITIVO, ANCHE SE NEGATO, NON RESTA INATTESO. TINAMARIA MOSTRA COSÌ ASSEGNARE ALLA SUA OPERA COMPIUTA IL SENSO DELL’ACCADIMENTO, IL TRAGITTO DI UN FARE CHE MANEGGIA E RACCOGLIE, CHE SCEGLIE E DISPONE ALL’INSEGNA DELL’ACCIDENTE, DELL’EVENTO.
OGNI ELEMENTO SI SIGILLA NEL PROVVISORIO, NELL’ORDITO E PRECARIO, NEL COMPIUTO MA INESAUSTO. CIASCUNO HA UN RAPPORTO ONNICOMPRENSIVO CON LA VITA. DI QUI LA DENOMINAZIONE CHE L’ARTISTA HA DATO AI SUOI CONTENITORI TRASPARENTI, I BOX-ES, QUALI RAPPRESENTAZIONI STATICHE DELL’ES-SERE IN COSTANTE DIVENIRE. L’OPERA, INSOMMA, ACCADE DI FATTO E IN ESSA OGNI MISTURA DI COLORE E MATERIA, OGNI AGGETTO DI FORME E OGGETTI TRASPARE, SI COAGULA NEL DATO IMMAGINATIVO TROVATO O AFFIORATO DAL GIOCO DI FANTASIA COME DALLE PULSIONI INTIME CHE L’ARTISTA INSEGUE E CATTURA. FANTASIE E PULSIONI, CON FORTE ASTRAZIONE DI FORME, CHE TINAMARIA SOLLECITA E CONSEGNA AL MUTEVOLE E ACCUMULANTE ORIZZONTE COMPOSITIVO. EPPURE, NON POCO DI QUESTA MANIERA, DI QUESTO FARE CON ASTRAZIONE E DARE CONCRETEZZA D’IMMAGINE SI ACCORDA CON IL SENSO VISIVO, VASTO E ONNICOMPRENSIVO, DEL PAESAGGIO NATURALE. LA NATURA APPUNTO QUALE ORDITO DI VISIONE, QUALE RISPONDENZA PERCETTIVA E DI ADERENZA PRENSILE ALLE COSE CHE RACCOGLIE E DISPONE. PER QUANTO TRASFIGURATE NELL’ASTRAZIONE LE OPERE DIPENDONO DA CIÒ CHE L’ARTISTA VIVE E VEDE.
SONO GLI SCATTI FOTOGRAFICI, LE SEQUENZE DI VISIONE SU PAESAGGI E ORIZZONTI, SU MARINE E TERRITORI CHE L’ARTISTA PRODUCE ASSIEME ALLE OPERE NEI CONTENITORI IN PLEXIGLASS A FORNIRCI LA TRAMA E IL TAGLIO IMMAGINATIVO DEL SUO FARE COMPOSITIVO. CERTO, LE COSE VISTE INTORNO, LA LUCE E GLI SPAZI ASSUMONO FORME E AGGREGAZIONI DIVERSE ATTRAVERSO L’OCCHIO DELLA MENTE, ATTRAVERSO IL MANEGGIO DEI MATERIALI E DEI COLORI. LE COSE DELLA VITA COME QUELLE DELLA NATURA SONO COMUNQUE UN DONO GENEROSO NEL LORO SOVRAPPORSI E INTRICARSI AGLI SCHEMI D’IMMAGINE, ALLE PROPRIE ABITUDINI DI STILE. COSTITUISCONO IL SENSO PRIMARIO CHE CI COMPRENDE E RADICA NEL MONDO, LA SORPRESA E LA SCOPERTA NELLE FORME DELL’ARTE.
COERENTEMENTE A TALE APPARTENENZA AL DIVENIRE DELLE COSE, TINAMARIA NON INTITOLA LE SUE OPERE, NON ASSEGNA LORO UN CONTESTO DI SENSO, UN NOMINATIVO. NEL LORO EVENTO D’IMMAGINE, NEL LORO BOX-ES, APPARTENGONO SEMPRE A UN CHE DI GIÀ ACCADUTO E CHE CONTINUERÀ AD ACCADERE, SI DISTINGUONO PER NUMERAZIONE DA MILLE IN POI. DOVE FORSE IL NUMERO MILLE STA PER IL GIÀ ACCADUTO. TUTTAVIA, LA MANCANZA DELL’INTITOLAZIONE NON IMPEDISCE LA COMUNICAZIONE, IL SENSO D’IMMAGINE CHE LE OPERE RACCOLGONO E TRASMETTONO PUNTANDO ORA AL GIOCO LUMINOSO DELLE MATERIE, ORA ALL’IRONIA, ORA AL VERSO MELANCONICO DI DEGRADO E CADUTE DEL MONDO SOCIALE. COSÌ A VEDERLE NEL LORO TESSUTO DI RICHIAMI E ALLUSIONI, DI SIMBOLI E METAFORE LE OPERE DI TINAMARIA SEMBRANO DIRCI, COME TRA LE COSE DELLA VITA, CHE LE SUE OPERE NON HANNO BISOGNO DI UN TITOLO PER ESSERE INDIVIDUATE E COMPRESE.
L’IMPIEGO DI FORME ASTRATTE, DI MATERIALI E OGGETTI DA TEMPO NELL’ARTE MIRA A FARSI SPECCHIO DI STATI D’ANIMO E REALTÀ SOCIALI. NEL SUO SPETTRO ESPRESSIVO TINAMARIA UNISCE ALLE FORME PLASTICHE, ALLA FOTOGRAFIA LA MUSICA, LA SUA VOCE DI CANTANTE, LE SUE PAROLE DI CANZONI. NON SAREBBE DIFFICILE INTRAVEDERE E SENTIRE FRA QUESTE MODALITÀ, QUESTE CAPACITÀ ESPRESSIVE, UN QUALCOSA CHE ACCOMUNA, CHE INTRECCIA E MOTIVA NEL SUO ANIMO. QUALCOSA DI TRASFIGURANTE E MELANCONICO CHE ABBRACCIA LA SUA VITA E LE FORME DELL’ARTE. DAVVERO IL RITMO, NON SOLO MUSICALE, GLI APPARTIENE IN CHIAVE COMPOSITIVA E NE FA UNO STILE D’IMMAGINE CHE PIÙ SI CONTAMINA CON LE REALTÀ DELLA VITA E PIÙ SI ARRICCHISCE DI OCCASIONI CREATIVE.

Box-Es n.1058 vaso, rami, oro e pillole - 2012
cm. 41x31x12 - (Collezione FINIZIO)
Tinamaria Marongiu exhibit "Box-Es"
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Art Fusion Galleries
present
“Synesthesya”
October 1 / December 21 – 2011
Miami, Florida – U.S.A.
01 LUGLIO / 21 SETTEMBRE – 2011
Art Fusion Galleries TINAMARIA MARONGIU espone "Box-Es Fotografie Pensieri Poesie"present
“Art of Engagement”Miami, Florida – U.S.A.
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Tinamaria Marongiu exhibit "Box-Es"
MOMENTO DELLA PREMIAZIONE BIENNALE DI CHIANCIANO 2011
- Il Presidente della Giuria "Premio Leonardo" Jicheng Liu e Tinamaria Marongiu -
04 Giugno / 26 Novembre - 2011 "BIENNALE DI VENEZIA - Sezione Arti Visive"
Parallel event "insideoutsidebiennale" Poesy Pavilion - Italy
dentrofuoriBiennale
"evento parallelo"
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POESY PAVILION
4-5 Giugno 2011
COMUNICATO STAMPA
Biennale arti visive, architettura, cinema, teatro, balletto…e la Poesia? Forse il terreno è troppo insidioso e poco remunerativo per interessare. Da un male deriva un grande bene. Da sempre il nostro percorso invece è stato caratterizzato da Arte e Poesia, motivando il credo di Guillaume Apollinaire. Un percorso che il sistema dell’arte genericamente ha sostituito con i nuovi santoni della comunicazione. Quindi il Poesy Pavilion non può non sottolineare e ribadire l’importanza e la valenza dell’atto poetico alla base di ogni atto artistico. E’ questo il significato dell’incontro del 4 e 5 giugno 2011 presso il Garage N. 3 Gallery spazio espositivo dell’Ambasciata di Venezia e punto di riferimento per il network della Cultura da sempre indipendente da un sistema dell’arte obsoleto. Quindi un evento parallelo per non confondersi con la fiera delle vanità in una Venezia che ha svenduto il suo ruolo culturale in nome dell’apparenza.
Giancarlo DA LIO
TINAMARIA MARONGIU pubblicazione su "ARTANTIS"
GENNAIO FEBBRAIO / MARZO APRILE - 2011
Presentazione Critica del Prof. GIANCARLO DA LIO - 2010
Il grande architetto veneziano Carlo Scarpa incoraggiava i suoi studenti a considerare e comprendere la grande importanza dei materiali utilizzati per raggiungere il risultato desiderato.
Una grande lezione, in un’epoca in cui si tende a esaltare l’effimero e troppo spesso a dimenticare questo principio.
La stessa saggezza e lo stesso amore per la qualità dei materiali si ritrovano nelle opere di Tinamaria Marongiu.
Una conoscenza accompagnata dal gusto per l’indagine delle crisi umane contemporanee, rappresentate dalle pillole, simbolo del benessere psicologico.
Ci riporta alla mente come Carlo Mauri, nel suo viaggio sulle orme di Marco Polo, racconti di alcune persone che conservavano in mano compresse di antibiotici, credendole talismani.
Un’interpretazione semplice, che può strappare un sorriso.
Ma il comportamento dell’uomo evoluto non è poi così diverso: ingeriamo una realtà amara, spesso non rispettando dosi e tempi, sperando sempre in un effetto miracoloso.
Il percorso della “pillola magica” ci fa sentire più sicuri.
E così le pillole sono progettate nella forma e nel colore per renderle attraenti come coriandoli.
Ma non sempre sono in grado di soddisfare i nostri desideri.
Tutto ciò è completamente definito dal contenitore in plexiglas:
un contenitore che serve a controllare il desiderio, espresso da colori rilassanti come l’azzurro o il verde acqua, ma anche dal sogno come misura di positività.
Non si può non sognare. Il sogno è la vita stessa.
Forse l’opera diventa la soglia tra l’essere e il ricevere, una soglia instabile, oscillante tra cielo e inferno.
E spesso la piccola, insignificante, attraente pillola è proprio quella soglia.
La vita effimera conduce al consumo eccessivo — eccessivo, continuo, dirompente.
Così il titolo delle sue opere ci riporta nel mondo magico delle scatole, capaci di contenere, preservare o proteggere i nostri ricordi: strumenti offerti al nostro essere, che non sempre riesce a pensare in termini di equilibrio.


Box-Es n.1010
"talco, gesso e piccola azzurra (viagra) " - 2010
(Collezione G. Da Lio / T. Baracchi)
Box-Es n.1081 cm.23x21x17
"1/2 Giugno 2013
Mestre, Venezia - insideoutside Biennale
Centenario Cavellini 1914-2014"
(Collezione G. Da Lio / T. Baracchi)
ARTE COMPATTA / COMPACT ART
ARTE COMPATTA / COMPACT ART
PUBBLICAZIONI SULLA RIVISTA "ARTE" EDITORIALE GIORGIO MONDADORI